Si è da poco conclusa la kermesse dedicata al Premio internazionale giornalistico Cristiana Matano, la cui undicesima edizione si è svolta a Lampedusa dal 6 all’8 luglio scorsi. L’evento era stato anticipato il 23 giugno dalla proiezione al cinema Rouge et noir di Palermo del docufilm “Occhi blu” che ha raccontato i 10 anni di vita della rassegna.

Realizzato dal giovane regista Gabriele Vannini con la collaborazione del Centro Sperimentale di cinematografia di Palermo, descrive l’evoluzione dell’evento attraverso un percorso che mischia narrazione, immagini d’archivio e riprese inusuali dell’isola che ospita la manifestazione. Alla proiezione è seguito un dibattito molto partecipato sui temi cari al Premio a cui oltre agli organizzatori hanno partecipato la regista teatrale Lina Prosa e la direttrice del Centro di cinematografia Costanza Quatriglio.

OcchiBlu si costruisce a partire da un vasto archivio di materiali di repertorio: immagini dal palco, servizi giornalistici e frammenti di spettacoli delle diverse edizioni. A questa memoria visiva si affiancano le interviste realizzate a Lampedusa, luogo del cuore di Cristiana Matano e scenario della manifestazione. Vannini ha raccolto le voci più vicine a questa storia: artigiani, giornalisti, pescatori e abitanti dell’isola, alcuni dei quali insigniti del premio eccellenza lampedusana, che negli anni hanno incrociato il percorso della manifestazione.

Nel documentario, Filippo Mulè, presidente dell’associazione Occhiblu Ets e marito di Cristiana, diventa il filo narrativo che tiene insieme il ricordo personale, la nascita del premio e il rapporto intenso con Lampedusa. Ne emerge il racconto di un dolore privato capace di trasformarsi in memoria condivisa. E quello che era iniziato come un incarico esterno, accolto dal regista con qualche incertezza, è diventato poi un progetto al tempo stesso condiviso e intimo, anche grazie al legame personale con la realtà della manifestazione.

Il film racconta così Lampedus’Amore non soltanto come evento, ma come spazio di memoria, cultura, giornalismo, accoglienza e comunità, che da undici anni continua a vivere nel nome di Cristiana e nel suo amore per l’isola che aveva scelto come il suo “posto nel mondo”.

La serata dedicata al teatro ha visto protagonista Alessandra Salamida con lo spettacolo “Io – una corsa infinita” e quella musicale che ha raccolto non meno di 1.500 spettatori, il duo Maria Antonietta-Colombre e ancor più Ditonellapiaga, reduci dai trionfi sanremesi e bravissimi ad infiammare il pubblico con la loro musica. L’ultima sera è stata dedicata alla consegna dei premi giornalistici e alle esibizioni molto apprezzate di Giobbe Covatta e Donatella Finocchiaro che ha portato in scena la storia e le canzoni di Rosa Balistreri.









