Avete presente l’opera perfetta, quella che ti emoziona fino al punto di commuoverti, che ti fa capire perché tante persone amano il teatro alla follia e che ti fa desiderare che l’ultimo atto non finisca mai? Ebbene La Sonnambula andata in scena al Teatro Massimo è così. Dopo Alessandro Scarlatti, è stata scelta un’altra grande gloria siciliana per chiudere la stagione 2024/2025, Vincenzo Bellini con il suo capolavoro che sarà in replica fino al 23 ottobre.


Una scenografia che racconta in modo tenue ed elegante un tempo passato e, in modo bello e coinvolgente, l’eterna storia di una donna che soffre per un uomo. Domina in scena un albero gigante, insieme ad una soprano sublime, l’anglo-australiano Jessica Pratt nel ruolo di Amina, che ha rapito il pubblico fin dal primo istante quasi in solitaria, portandolo a tributarle già alla prima pausa del suo ipnotico bel canto, un lungo e accorato applauso quasi da fine spettacolo e da chiusura sipario. Tra Amina ed Elvino, il tenore Francesco Demuro, durante i due atti è quasi una gara di bravura.


La storia
La sonnambula, venne rappresentata per la prima volta nel 1831 e accolta da un “successo folgorante” come lo stesso Bellini annotò. La trama è ambientata in un idilliaco villaggio svizzero e ha al centro l’archetipo dell’orfana perseguitata di cui viene messa in dubbio l’onestà, e racconta un profondo dramma psicologico incentrato sul tema della gelosia e dell’innocenza. Amina ed Elvino sono in procinto di sposarsi, suscitando la gelosia dell’ostessa Lisa. La vigilia delle nozze, arriva nel villaggio il Conte Rodolfo (in incognito), al quale tutti raccontano del fantasma che infesta il paese. Di notte, Amina, in preda al sonnambulismo , si introduce addormentata nella stanza del Conte. Viene scoperta da Elvino e dai paesani, che credono al suo tradimento. Elvino la ripudia con rabbia e decide di sposare Lisa. La vera innocenza di Amina viene rivelata quando Teresa trova il fazzoletto di Lisa nella stanza del Conte. Poco dopo, Amina riappare sonnambula, camminando in bilico su un cornicione e lamentandosi nel sonno del suo amore perduto. Elvino e il villaggio, assistendo alla scena, comprendono finalmente la sua condizione. Amina si sveglia, il suo onore e il suo amore sono ristabiliti, e l’opera si conclude.


Chi c’era alla Prima de La Sonnambula del Teatro Massimo
Tra i presenti alla Prima de La Sonnambula, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, il sovrintendente del Teatro Massimo, Marco Betta, il vicepresidente Federico Ferina, il presidente del consiglio comunale di Palermo, Giulio Tantillo, il consigliere Daniele Anselmo, l’avvocato Angelo Cuva, componente del Collegio dei Revisori del Teatro, Ernesta Insalaco responsabile ufficio sovrintendenza e cerimoniale, Giovannella Brancato responsabile dell’ufficio stampa.


Tra gli ospiti, il past president della Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore con la moglie Barbara Rappa, il direttore di Villa Igiea, Achille Di Carlo, la nobildonna Antonella Canalotti con la figlia Fanny, Biagio Maria Bruccoleri, le affezionatissime del Teatro, Maria Bevilacqua e Maria Pecoraro, Giulietto Marchello, figlio della famosa pittrice Francesca di Carpinello con la compagna Violetta.


Bellissima con una vaporosa gonna lunga magenta la soprano Desirèe Rancatore, tailleur rosso come la passione rappresentata in scena, l’avvocato Gabriella Tutone, elegante in oro Odette Martinez. Racchiude un messaggio speciale l’abbigliamento scelto per questa occasione da Gigi Vinci, un outfit hippy glitter per invocare la pace, anche su questa città ferita. Perché la speranza non deve mai smettere di brillare.
















