Più che nella società assiro babilonese, Semiramide il capolavoro di Gioacchino Rossini in scena al Teatro Massimo, sembra ambientato nella hall di un grande albergo newyorkese ai tempi fashion e glamour di Sex and the City. Con la regia di Pierre-Emmanuel Rousseau, tra citazioni cinematografiche di Stanley Kubrick e Tony Scott, da Eyes Wide Shut al fascino noir e vampiresco di Miriam si sveglia a mezzanotte, vestendo i protagonisti con l’haute couture francese di Yves Saint-Laurent e Givenchy, debutta a Palermo dopo 150 anni. Sul podio il direttore Christopher Franklin. Protagoniste Vasilisa Berzhanskaya e il mezzosoprano palermitano Chiara Amarù.


La trama e la storia
Semiramide, di Gioachino Rossini, è un melodramma tragico in due atti, su libretto di Gaetano Rossi tratto dalla Sémiramis di Voltaire. Fu scritto nel 1823 per La Fenice di Venezia e mai eseguita prima d’ora sul palco del Teatro Massimo. L’ultima rappresentazione era avvenuta al Politeama Garibaldi nel 1878.


La vicenda, dalle forti assonanze shakespeariane è ambientata nei meandri di una Babilonia decadente e corrotta. Ruota attorno alla figura della regina Semiramide, che quindici anni prima, con l’aiuto dell’amante Assur, ha avvelenato il marito, il Re Nino. Mentre l’ombra del sovrano ucciso reclama vendetta e il trono attende un erede, la regina s’innamora del giovane e valoroso guerriero Arsace, ignorando che dietro la sua identità si celi in realtà il figlio Ninia, creduto morto, legittimo successore al trono. La catarsi finale si compie nell’oscurità del mausoleo di Nino: in un tragico errore indotto dal destino, Arsace trafigge a morte la madre credendo di colpire il rivale Assur. Con la morte della regina sale al trono un erede che è al contempo il giustiziere di sua madre.

Chi c’era
Tra i presenti alla Prima di Semiramide al Teatro Massimo si riconoscevano il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, il sovrintendente Marco Betta, il direttore esecutivo Ettore Artioli, il direttore artistico Alvise Casellati, il consigliere Daniele Anselmo, il revisore dei conti Angelo Cuva, con la moglie Antonella De Rosa, l’avvocato Paolo Gemelli dell’Organismo di vigilanza, con la moglie Maria Ciani, vice capo di Gabinetto del ministro del Turismo, Sostituto Procuratore Generale presso la Procura Generale Corte dei Conti d’Abruzzo, l’assessore comunale all’Urbanista, il professore e architetto Maurizio Carta.



E, ancora, tra il pubblico che ha apprezzato il capolavoro di Rossini, Andrea D’Ambrosio, direttore di filiale imprese di IntesaSanPaolo e l’amministratore delegato di Villa Maria Eleonora, Massimo Salardino con la moglie Manuela D’Angelo, il console onorario, Angelo Tagliavia con la moglie Carmen, l’imprenditore Agostino Randazzo, l’otorino Manlio Tortorici con la moglie Valentina Ciprì, l’oculista Salvio Cillino, il baritono Vittorio Prato, la soprano Desiree Rancatore, il melomane Gigi Vinci con una tunica nera e oro ispirata all’ambientazione dell’opera e un copricapo gioiello.


Tra i gentili ospiti immortalati da Glitter Sicilia si riconoscono: Giuseppe Rivaldo, Giusy Castiglione, Maria Antonietta Bullara, Lorenza Pisciotta, Rossella Castiglione, Karin Vaccaro, Maria Bonomo, Liliana Ragaglia, Piero Passariello, Pietra Passariello, Gabriella Di Bartolomeo, Ninni Odierna, Daniela Mostacci, Maria Gabriella Quiligotti, Elena Genduso, Gaia Girgenti, Giusy Malfitano, Vincenzo Vitale, Alessandro Maddonni e Nicola Di Grigoli.















