E su una grande, immensa pagina di libro, che fa da fondale al palcoscenico, viene scritta la storia del Don Quichotte, il balletto in scena al Teatro Massimo di Palermo fino al 4 aprile. Scenografia onirica, in linea con il personaggio ideato da Cervantes, con tanto di mulino contro cui il protagonista si scaglia e pure una Dulcinea volante. Garbo, eleganza e, al contempo, tanto colore e gioia festosa in salsa spagnola, che hanno rallegrato ed entusiasmato il pubblico presente alla Prima.


A firmare la coreografia José Martínez, attuale direttore del Ballet de l’Opéra di Parigi, che propone una rilettura fedele ma dinamica del classico di Marius Petipa sulle musiche di Aloisius Ludwig Minkus. In scena, il Corpo di ballo della Fondazione diretto da Jean-Sébastien Colau, che vedrà alternarsi nel corso delle repliche i tersicorei Martina Pasinotti, Yuriko Nishihara, Giulia Neri, Michele Morelli, Alessandro Cascioli e Alessandro Casà, nei ruoli principali di Kitri e Basilio. I panni di Don Chisciotte (come si scrive in italiano) saranno vestiti da Diego Millesimo e Andrea Mocciardini, mentre Dulcinea sarà interpretata da Carla Del Sorbo e Arianna Cipolla.



La trama
“Il Don Chisciotte di Marius Petipa – spiega il coreografo José Martínez – fu, insieme a Il lago dei cigni, uno dei balletti più popolari in Russia dove venne creato nel 1869. Quest’opera, ricca di colori, rompeva con l’universo delle creature soprannaturali o eteree dei balletti classici del XIX secolo per portare in scena la gente del popolo. Ispirato al secondo volume (capitolo XXI) del romanzo Don Chisciotte della Mancia, di Miguel de Cervantes, il balletto, ambientato in una Barcellona in festa, racconta la storia d’amore tra la giovane Kitri e il barbiere Basilio, ostacolata dal padre di lei, che vorrebbe darla in sposa al ricco Gamache.


I due ragazzi scappano e trovano rifugio in un accampamento gitano, luogo di danze appassionate e libertà, dove la fervida immaginazione del Cavaliere trasforma la realtà circostante in un campo di battaglia contro giganti invisibili: ferito e stremato, Don Chisciotte, accompagnato dal fido Sancho Panza, cade in un sonno profondo che lo conduce nel meraviglioso Regno delle Driadi. Qui intravede in Kitri le sembianze della sua Dulcinea, l’ideale di donna da sempre sognato. La vicenda amorosa si risolve grazie a uno stratagemma orchestrato da Basilio e i due giovani ottengono finalmente la benedizione paterna. Il balletto culmina nella festa del loro matrimonio, suggellato dal celebre Grand Pas de Deux, mentre Don Chisciotte simbolo della lotta contro l’ignoranza e la grettezza, riprende il suo cammino solitario guidato dal suo intramontabile ideale cavalleresco.


Chi c’era
Tra i presenti si riconoscevano l’imprenditore del Turismo, Marcello Mangia con la moglie Leila Monteleone, Marzia Ciofalo e Cesare Di Marco, Barbara Rappa, Raffaele Bonsignore, Giulia Rappa, il presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo, il consigliere del Teatro Daniele Anselmo, l’avvocato Pietro Brancato, la direttrice generale del Policlinico Marzia Furnari, l’assessore comunale Giuliano Forzinetti con la moglie Antonia Biriaco, l’assessore Maurizio Carta con la moglie l’architetto Alessandra Badami, la baronessa Fanny Canalotti, l’imprenditrice della sanità Stefania Filosto, Gigi Bruccoleri, Marco Aloisio e Vito Crimi, l’editore Carlo Guidotti e la scrittrice Denise Catalano, l’architetto Salvo Schiavo con il marito Alessio Bellavia, Francesca Campagna.
















