Dieci minuti di applausi scroscianti, cori da stadio e persino il sonoro calpestio, tipico della tradizione del teatro lirico, con gli spettatori che battono i piedi in segno di approvazione per richiamare gli artisti alla ribalta. È l’emozione che ha regalato la Prima della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven insieme al De profundis, di Mikalojus Konstantinas Čiurlionis al Teatro Massimo di Palermo. L’apprezzamento per l’esecuzione ha superato persino la forza del messaggio di pace del concerto, espresso con forza dall’Inno alla Gioia, considerato uno dei capolavori di Beethoven e celebre in tutto il mondo per il suo travolgente senso di fratellanza e speranza, tanto da essere stato adottato come inno ufficiale dell’Unione Europea.


La grande prova del direttore d’orchestra Nir Kabaretti
Il grande protagonista è stato il direttore d’orchestra, l’israeliano Nir Kabaretti, elegante, ipnotico, appassionato che ha interpretato con la sua gestualità decisa, per tutto il concerto, quasi una danza nella perfetta conduzione degli strumentisti del Teatro Massimo. Coinvolgente e solenne il Coro del Teatro, istruito dal maestro Salvatore Punturo che ha portato in scena arie iconiche della storia della lirica. Il quartetto dei solisti vocali ha schierato il soprano Maria Mudryak, il mezzosoprano Nino Surguladze, il tenore Antonio Poli e il basso-baritono austriaco Thomas Tatzl.


La delegazione lituana al Teatro Massimo per l’omaggio a Čiurlionis
Presente una importante delegazione Lituana, in Teatro per l’omaggio a Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (1875–1911), autore del De profundis, una cantata per coro e orchestra scritta nel 1899 da questo artista poliedrico, figura centrale nel risveglio culturale e nazionale della Lituania. Il brano, basato sul Salmo 129 (130) della Bibbia, dal punto di vista musicale, traduce la disperazione del testo sacro in una partitura dall’ampio respiro espressivo, introdotta e conclusa da sonorità scure e gravi. Nel palco d’onore erano presenti l’ambasciatrice lituana in Italia, Dalia Kreivienė il marito Dainus Kreivys e Alessandro Palmigiano console onorario lituano in Sicilia, accompagnati da Enrico Palasciano, console onorario lituano in Toscana, Raissa Ides e Daniela Dugo.



Chi c’era
Tra le autorità presenti la vice presidente del Consiglio Comunale di Palermo, Teresa Piccione, insieme ai vertici del Teatro Massimo, il sovrintendente Marco Betta, il direttore esecutivo Ettore Artioli, il direttore artistico Alvise Casellati con Giulia Rappa, Annamaria Palma Guarnier, componente del consiglio di indirizzo del Teatro Massimo, con il marito Adelfio Elio Cardinale, presidente della Società Italiana di Storia della Medicina, gli avvocati Mario Bellavista, presidente dell’Organismo di Vigilanza del Teatro Massimo, Angelo Cuva, componente del collegio dei revisori.


Tra gli ospiti noti, il presidente del Palermo Dario Mirri con la moglie l’architetto Chiara Mazzarella, l’amministratore delegato di Gesap, Gianfranco Battisti, Kilian Gonzalez, direttore dell’Area Finanze del Palermo Calcio, il magistrato Leonardo Agueci. Tra i giornalisti Pietro Busetta, la critica del Giornale di Sicilia, Sara Patera, Maria Laura Crescimanno. Si riconoscevano la baronessa Antonella Calefati di Canalotti, Loretta Di Mino, il farmacista e collezionista d’arte Andrea Riccobono con la moglie Paola Cacace, Antonella Crescimanno, Vincenzo Lo Re, Giuseppe Giambanco e Claudia Failla Giambanco, il ginecologo Gabriele Nasta con Giulia Licata di Baucina, Angela Randazzo e Roberto Nasta, il docente universitario e ingegnere Emiliano Pipitone con la moglie Valentina Aragona.









